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giovedì 1 luglio 2010

Jung Chang, Cigni selvatici. Tre figlie della Cina

La storia vera di "tre figlie della Cina" (l'autrice, sua madre, sua nonna) le cui vite e le cui sorti rispecchiano un secolo di storia cinese, un tempo di rivoluzioni, di tragedie e di speranze: dall'epoca dei "signori della guerra" all'occupazione giapponese e poi russa, dalla guerra civile tra i comunisti e il Kuomintang alla lunga Marcia di Mao e alla Rivoluzione Culturale. Allevata come una "Guardia rossa", Jung Chang raccoglierà infine l'eredità di dolore e di speranza di sua nonna e di sua madre, opponendosi al regime, che le deporterà i genitori in un campo di rieducazione e la esilierà ai piedi dell'Himalaya, fino all'insperata occasione di espatrio, nel 1978, verso l'Inghilterra.

Editore: TEA
Anno: 2010
Prezzo: 12,00 €
Pagine: 667


Postato il 1 luglio 2010

giovedì 27 maggio 2010

A. Valladares, Contro ogni speranza

Lo dedico ad Andrea Colautti (è ancora in vita, non preoccupatevi ...) che, come altri, si ostina a mettere camicie del Che e ad esclamare Cuba libre, dimenticando tante morti atroci che "il Gatto e la Volpe" di Cuba hanno fatto ...
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La testimonianza di 22 anni nelle carceri politiche di Cuba, solo per aver espresso opinioni diverse dal regime di Fidel Castro. Questo testo ha contribuito ad avviare un'investigazione internazionale culminata nella pubblicazione di un rapporto ONU sulle violazioni dei diritti umani. Violenza, repressione, isolamento, sono pratiche quotidiane per i dissidenti; e chi rifiuta la "riabilitazione politica" alle peggiori privazioni. Partendo da un'esperienza personale, il volume descrive parte della spaventosa realtà penitenziaria dell'isola. Dice l'autore: "Quando questa storia sarà conosciuta nei particolari, l'umanità proverà lo stesso disgusto che ha provato di fronte ai crimini di Stalin".

Editore: Spirali (collana L'alingua)
Anno: 2007
Prezzo: € 25,00
Pagine: 400

Inizio lettura: 25 maggio 2010

domenica 9 maggio 2010

V. Salamov, Alcune mie vite. Documenti segreti e racconti inediti

Alcune mie vite raccoglie i documenti dei tre processi, completi di tutti gli interrogatori. A delineare la personalità di Salamov, oltre ai suoi racconti su quelle vicende i rapporti informativi stilati dalle spie reclutate dalla polizia politica tra il 1956 e il 1959. Varlam Salamov, finisce in carcere, a soli ventidue anni, per i suoi legami con alcuni attivisti dell'opposizione leninista-trockista e per la stampa e la diffusione del "Testamento di Lenin", la lettera del padre della Rivoluzione nella quale sono espresse alcune riserve su Stalin e deportato in un campo di prigionia del Gulag sugli Urali, divenendo una delle prime vittime delle purghe staliniane. Nel 1931 torna a Mosca, dove collabora ad alcune riviste, scrive, si sposa e ha una figlia, mentre la polizia lo considera, a sua insaputa, un evaso: pende infatti sulla sua testa una condanna a tre anni di confino, che però nessuno gli ha notificato. Arrestato per la seconda volta nel 1937, viene mandato in Siberia nei campi di lavoro della Kolyma. Nuovamente processato nel 1943, è condannato a dieci anni di lavori forzati più cinque anni di privazione dei diritti civili per propaganda antisovietica. Rilasciato dopo la morte di Stalin, vivrà per altri ventinove anni un'esistenza precaria, segnata da problemi di salute, nonché dalla separazione dalla moglie e il rinnegamento della figlia, e però completamente assorbita dal lavoro sui Racconti di Kolyma.
Inizio lettura: 9 maggio 2010

venerdì 23 aprile 2010

H. Müller, Il paese delle prugne verdi

L'idea e la storia magari sarebbero anche belli, se solo si riuscisse a capire bene, visto che lo stile (che la terza di copertina definisce 'immaginifico') è praticamente incomprensibile.
Un vero peccato, perché si intuisce che c'è una storia forte alle spalle!
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Nella Romania degli anni Ottanta, quasi sospesa nel tempo, quattro giovani si ritrovano uniti dal suicidio di una ragazza di nome Lola. Da quel dolore e dalla consapevolezza di vivere in un Paese sottomesso alla dittatura, scaturisce un comune anelito di libertà che si nutre di letture e pensieri proibiti. Ben presto però i quattro devono fare i conti con l'onnipresenza del terrore. Agli interrogatori sistematici della polizia segreta, ai pedinamenti e agli atteggiamenti intimidatori segue la perdita del lavoro e, quand'anche si riesca a espatriare, ecco che le minacce proseguono e la morte ritorna sotto forma di misteriosi suicidi. In tutta questa oscurità, l'amicizia e l'amore sopravvivono. Grazie a uno stile evocativo e immaginifico, Herta Müller - che come la protagonista del romanzo appartiene a una minoranza di lingua tedesca della Romania - riesce a trovare e far scaturire la poesia persino dal degrado materiale e spirituale di un'intera nazione.
Inizio lettura: 20 aprile 2010

sabato 3 ottobre 2009

Wu, Controrivoluzionario. I miei anni nei gulag cinesi

Nell'aprile 1960 le autorità del Partito Comunista Cinese arrestano Harry Wu, figlio di un banchiere di Shangai, e lo gettano in un campo di lavori forzati. Benché mai formalmente incriminato e sottoposto a processo, egli trascorre diciannove anni in un infernale mondo sottorraneo di lavori umilianti, denutrizione, torture. Nel suo libro, scritto insieme alla giornalista Carolyn Wakeman, Harry Wu narra la sua storia della prigionia e della sua sopravvivenza, degli straordinari atti di coraggio che lui e i compagni dovettero praticare per aiutarsi reciprocamente con un indimenticabile eroismo. Uscito dalle prigioni nel 1979, Harry Wu si trasferisce negli Stati Uniti dove testimonia davanti al Congresso sugli abusi dei diritti umani in Cina. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali. Il suo libro, storia toccante della vittoria di un uomo, è una testimonianza del potere dello spirito umano.

Inizio lettura: 2006